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L'Editoriale del 17 giugno 2018

VangeloA ciascun giorno basta la sua pena,

Infatti ogni giorno il nuovo governo, o meglio il ministro dell’interno Salvini, non ci risparmia colpi di scena. Prima la vicenda della nave Aquarius, poi la risposta stizzita ai francesi, agli spagnoli a tutta l’Europa, convinto che “alzare la voce paga”. Poi la risposta al Cardinal Ravasi che gli aveva indirizzato un tweet citando Matteo 25 “ero straniero e non mi avete ospitato”. Poi ha citato addirittura Benedetto XVI ricordando una sua frase sul diritto a emigrare ma anche sulla necessità di un diritto a non emigrare. Poi ha di nuovo ricordato di avere sempre in tasca il Rosario (chissà se qualche volta lo usa per pregare, o se lo tiene come un portafortuna). Infine parlando al Senato ha citato un passo del vangelo: “ama il prossimo tuo come te stesso” naturalmente nel prossimo riconosce solo i minori e le donne che scappano dalla guerra, gli altri son tutti approfittatori e possibili delinquenti come aveva detto ai tunisini. Ma naturalmente con interpretazione ardita il “te stesso” sono gli italiani quindi sono loro oggetto della sua attenzione secondo un suo tema preferito “prima gli italiani”. Visto così sembra un cristiano modello che conosce la scrittura, che prega, che cita il Magistero, insomma un esempio da imitare e sono tanti i cattolici che lo considerano veramente l’uomo mandato da Dio a salvare questa povera Italia allo sbando. “Chi sono io per giudicare?” direbbe Papa Francesco, infatti io non giudico mi limito anch’io a citare il Vangelo a proposito dei falsi profeti: “dai loro frutti li riconoscerete”. Basta avere la pazienza di aspettare!

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