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L'Editoriale del 9 settembre 2018

San PietroOnorate il re?

Ascoltando una lettura della Messa di questa settimana mi sono trovato disorientato sul senso delle parole che l’apostolo Pietro indirizzava i cristiani delle prime comunità. Egli li esortava a diventare operatori attivi di una società pacificata e per questo chiedeva a loro di essere sottomessi alle autorità del tempo. Infatti scriveva: “State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore: sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per punire i malfattori e premiare i buoni. Perché questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all'ignoranza degli stolti. Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio. Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il re”.
(1Pietro, 2, 13 -17)
Di fronte a “governanti” che irridono tutto: dai magistrati, alla Chiesa, alle istituzioni, trovo molta difficile “sottomettermi a istituzioni umane”, così le chiama Pietro, che in sfregio alla dignità di ogni uomo libero si sentono di trasformare tutto in un carosello di battute irridenti a tutto e a tutti. Sottomessi a “ogni istituzione umana” di questi tempi mi risulta molto difficile. Tanto meno trovo spontaneo “onorare il re” se onorare il re è onorare coloro che attualmente esercitano il potere. Per fortuna c’è una frase che ci incoraggia a continuare fare il bene: “Perché questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all'ignoranza degli stolti”.

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