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L'Editoriale di Don Ettore del 31 marzo 2019

Isola San GiulioAgli inizi degli anni ottanta con un gruppo di giovani del mio primo oratorio alla ricerca di una esperienza spirituale forte siamo approdati sull’isola di San Giulio nel mezzo del lago d’Orta, Da pochi anni si era insediata una comunità monastica benedettina femminile sotto la guida di una badessa che avrebbe lasciato un segno profondo nella Chiesa Italiana. Aveva fondato il monastero con un piccolo gruppo di monache ora diventate più di settanta. Una donna profondamente radicata nella Chiesa che ha contribuito a tramandare una profonda spiritualità oltre che un pensiero teologico di grande attualità. Non a caso essa è la prima donna che ha scritto una Via Crucis per il Venerdì Santo per Papa Giovanni Paolo II. La Chiesa Italiana ha ascoltato Madre Anna Maria Canopi perché poche donne come lei, seppur nel nascondimento, hanno abitato il mondo con il silenzio e la preghiera in un perenne abbraccio alla sofferenza umana che cercava nell’isola di San Giulio una risposta alle domande profonde dell’uomo contemporaneo. Non dimenticherò mai lo sguardo profondo e penetrante che ti raggiungeva il cuore e ti faceva sentire a tuo agio. I giovani che erano con me tornarono poi a casa in silenzio nessuno più osava parlare. Avevano paura di dire parole inutili, banali, scontate e per molto tempo nell’oratorio non si parlava d’altro che di Madre Anna Maria Canopi dell’isola di San Giulio. A quei giovani in cerca di una spiritualità profonda rimasero impresse le parole che spesso Madre Canopi diceva: “spendi una parola solo quando è più preziosa del silenzio”. Si è spenta purtroppo all’età di 87 anni una donna consacrata a Dio che ha fatto del silenzio la “parola” più vera in un mondo travolto da parole inutili, superficiali se non addirittura piene di odio e di rancore.

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